18 marzo Giornata Nazionale in ricordo di tutte le vittime dell'epidemia da Coronavirus

Informazioni Generali

  • 18/03/2021 - 21/03/2021
  • Giornata Nazionale in ricordo di tutte le vittime dell'epidemia da Coronavirus

Cari Concittadini,

Anche Casazza si unisce al Paese nel ricordo delle vittime della pandemia. A distanza di un anno dall'inizio di questa tragica vicenda che ha sconvolto le nostre vite, siamo ancora in attesa di una prospettiva confortante che speriamo quanto più vicina possibile.

Continuiamo a tenere viva la speranza con impegno positivo, a sostenerci a vicenda con particolare attenzione a chi è più fragile e colpito e a mettere in pratica quei comportamenti corretti che sono la prima risorsa per vincere questa battaglia.

A tutte le famiglie che hanno sofferto una perdita, a chi oggi è in angoscia per qualcuno invio il più sincero abbraccio di tutta la comunità di Casazza.

Il Sindaco

Sergio Zappella

Ogni anno il 18 marzo sarà la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus. In occasione della prima edizione della Giornata, il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà a Bergamo.

Il vescovo Francesco ha disposto il rintocco della campana in tutte le parrocchie per invitare a un momento di preghiera e riflessione.

Per ricordare le oltre 103 mila vittime italiane della pandemia sono previste due cerimonie a Bergamo: alle ore 11 verrà deposta una corona di fiori al Cimitero monumentale della città e alle 11:15 al Parco Martin Lutero alla Trucca si svolgerà l’inaugurazione del Bosco della Memoria. Inoltre la Presidenza del Consiglio ha richiesto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici. Anche il presidente dell’Anci è intervenuto sul tema, chiedendo a tutti i sindaci del Paese un minuto di silenzio davanti alla bandiera italiana in concomitanza con la cerimonia a Bergamo con il presidente del Consiglio Draghi.

Il 18 marzo dell’anno scorso a Bergamo, uno dei luoghi più duramente colpiti nel corso della prima ondata, i camion dell’esercito uscivano dalla città, trasportando le centinaia di bare dei defunti in attesa di sepoltura, per portare altrove per la cremazione. Un’immagine, quella della lunga fila di camion in una marcia funebre, che rimarrà tra le più tristi e potenti che saranno impresse negli occhi di chi ha vissuto questa pandemia.

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